Con le sue parole: un saluto a Luciano Gallino

“Si produce valore quando si costruisce una casa o una scuola, si elabora una nuova medicina, si crea un posto di lavoro retribuito, si lancia un sistema operativo piú efficiente del suo predecessore o si piantano alberi. Per contro si estrae valore quando si provoca un aumento del prezzo delle case manipolando i tassi di interesse o le condizioni del mutuo; si impone un prezzo artificiosamente alto alla nuova medicina; si aumentano i ritmi di lavoro a parità di salario; si impedisce a sistemi operativi concorrenti di affermarsi vincolando la vendita di un pc al concomitante acquisto di quel sistema, o si distrugge un bosco per farne un parcheggio”.

Il genere di esistenza umana insieme con la personalità (o se si vuole il carattere sociale) della persona che la civiltà del tardo capitalismo tende globalmente a produrre è molto al disotto degli ideali che la modernità si è posta fin dai suoi esordi”.

“C’è di mezzo il senso di una intera civiltà. Che essa appaia asservita al suo sistema finanziario, piuttosto che esserne come dovrebbe la padrona, è un segno che la crisi economica è diventata crisi di civiltà. Che sia stato il suo stesso sistema politico a costruire dall’interno gli strumenti del suo asservimento alla finanza attesta non meno la gravità della crisi, quanto gli ostacoli che si oppongono al suo superamento”.

“Esiste uno squilibrio enorme tra le potenzialità tecnologiche ed economiche di cui disponiamo, e le effettive condizioni di vita di tre quarti della popolazione del pianeta”.

“La gran maggioranza della popolazione UE si è vista presentare dai relativi governi il conto della crisi in forma di peggioramento generalizzato della sua situazione esistenziale, del suo modo di vita. Nessun aspetto di questo sembra essere risparmiato. In relazione a ciò cresce il malessere, la frustrazione, il senso di un’offesa ingiustificata alla propria vita. Potrebbero prendere brutte strade, questi sentimenti”.

“Anziché prefiggersi di regolare l’economia per adattarla alla società, la politica si è impegnata ad adattare la società all’economia”.

“L’espressione «modello sociale europeo» suona un po’ astratta, ma è ricca di significati concreti. Essa designa un’invenzione politica senza precedenti, forse la più importante del XX secolo. Essa significa che la società intera si assume la responsabilità di produrre sicurezza economica e sociale per ciascun singolo individuo, quale che sia la sua posizione sociale. Produrre sicurezza economica richiede la costruzione di sistemi di protezione sociale avendo in vista una serie di eventi che possono sconvolgere in qualsiasi momento la vita di chiunque. Detti sostegni si chiamano pensioni pubbliche non lontane dall’ultima retribuzione; un sistema sanitario nazionale di alta qualità, accessibile a tutti, quali che siano le loro disponibilità economiche; vari tipi di sostegno al reddito in caso di difficoltà; un esteso sistema di diritti del lavoro, e altre cose ancora”.

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