Diseguaglianze, povertà alimentare e salute

170 accademici e specialisti in sanità pubblica britannici, a nome della UK Faculty of Public Health, si sono mobilitati di fronte alle spaventose diseguaglianze nella salute: molte famiglie vivono in povertà e non hanno sufficiente reddito per pagarsi una dieta decente. Sembra di essere tornati ai tempi della seconda guerra mondiale. L’appello al Primo Ministro Cameron. L’editoriale di Lancet.
C’è una spaventosa diseguaglianza nell’assistenza sanitaria e nella salute tra ricchi e poveri nel Regno Unito. Per quanto complesse siano le ragioni di tale diseguaglianza, la realtà è che molte famiglie di lavoratori britannici vivono in povertà e non hanno sufficiente reddito per pagarsi una dieta decente. D’altro canto i prezzi del cibo sono cresciuti in termini reali del 12% dal 2007, mentre nello stesso periodo i salari dei lavoratori sono crollati del 7,6% in termini reali. Così c’è un numero crescente di persone a basso reddito che non guadagnano soldi sufficienti per soddisfare i basilari bisogni nutrizionali e mantenere una dieta salutare. Noi non possiamo accettare questa situazione nel Regno Unito, la sesta potenza economica del mondo, la terza in Europa. Noi le chiediamo di istituire urgentemente una commissione indipendente per monitorare nutrizione e fame (“nutrition and hunger”) nel Regno Unito. Noi vogliamo discutere su tre specifici temi.

1. Primo, la povertà alimentare è crescente. E non è solo che sempre più persone si rivolgono ai “banchi alimentari”. I “banchi alimentari” sono un sintomo di una più estesa emergenza nutrizionale, infatti sono un indicatore inadeguato del bisogno perché molte famiglie vi si rivolgono solo come l’ultima, estrema risorsa.
2. Secondo, il prezzo del cibo continua a crescere e ciò ha costretto le famiglie a tagliare i consumi di frutta e verdura a vantaggio di cibi più economici, molto dolci, molto salati, molto grassi, precotti, e che hanno poco bisogno di essere cucinati. Si crea così un circolo vizioso in cui le famiglie più povere hanno le diete peggiori che contribuiscono a aggravare l’aumento dell’obesità, del diabete e delle altre patologie collegate alla dieta.
3. Il terzo problema riguarda la stagnazione dei redditi dei cittadini con reddito basso, che in numero sempre maggiore non guadagnano a sufficienza per soddisfare i loro bisogni nutrizionali. Una dieta nutriente e alla portata di tutti è un prerequisito per la salute. Noi vediamo nella crescita della povertà alimentare un ritorno indietro ai tempi della seconda guerra mondiale.

Come professionisti di sanità pubblica il nostro ruolo è quello di migliorare la salute e il benessere della popolazione che dobbiamo servire. Il Direttore dei servizi sanitari (Chief Medical Officer) dell’Inghilterra ha recentemente espresso la preoccupazione che l’obesità divenga la norma. Le nostre organizzazioni professionali sono impegnate nell’aiutare la popolazione e l’industria del cibo a prendere la strada più giusta e più sana. Un fallimento al riguardo produrrà immensi costi per le persone, le famiglie, le comunità, le imprese, Il Servizio Sanitario Nazionale e per il governo. La povertà alimentare non è stata mai accettata nel Regno Unito moderno.”
Il numero 9929 di Lancet, dello scorso 10 maggio, ha pubblicato questo appello al Primo Ministro David Cameron (che abbiamo in parte sintetizzato) firmato da 170 accademici e specialisti in sanità pubblica britannici, a nome della UK Faculty of Public Health.

Lo stesso numero di Lancet dedica a questo tema l’editoriale di apertura, dal titolo “Economic austerity, food poverty, and health”. L’editoriale ricorda come un secolo fa un medico scozzese, John Boyd-Orr, si batteva per migliorare la povera dieta dei bambini dei sobborghi di Glasgow, causa di malnutrizione e rachitismo, e come lo stesso medico era stato protagonista durante i duri anni della seconda guerra mondiale di una campagna per assicurare a tutta la popolazione un equo livello di nutrizione. John Boyd-Orr, afferma Lancet, avrebbe oggi certamente approvato e sottoscritto l’appello della Faculty of Public Health rivolto al Primo Ministro David Cameron.
“Poorer working families have no choice other than to buy cheap food and drink that is often high in fat, sugar, and salt” – si legge nell’editoriale – così insieme alla povertà cresce e si diffonde in Inghilterra e Scozia l’epidemia di obesità. Vedi Figure 1 e 2.

Figure 1: Adult obesity prevalence, latest available data

Figure 2. Trend in adult prevalence of obesity in the UK

Gran parte delle raccomandazioni del UK Academy of Royal Medical Colleges, contenute nel documento Measuring Up: the Medical Profession’s Prescription for the Nation’s Obesity Crisis, per far fronte all’emergenza obesità sono cadute nel vuoto, tra cui quella di proibire la pubblicità dei cibi spazzatura e quella tassare le bevande zuccherate per abbassare il prezzo di frutta e verdura (vedi Risorse). Il problema della povertà alimentare e dell’iniquità sociale – afferma Lancet – è politico e non riguarda solo il Regno Unito.

“The reality is, be it at a national or international level, that we have the knowledge and know the solutions, as did John Boyd-Orr. What we need is bold action from our politicians to resist the often pernicious influence of industry. Our governments must create a platform where equitable food policy becomes central to the global fight against undernutrition, malnutrition, and non-communicable diseases.”

Bibliografia

1. Ashton JR, Middleton J, Lang T. Open letter to Prime Minister David Cameron on food poverty in the UK. Lancet. 383: 1631, 2014

2. Editorial. Economic austerity, food poverty, and health. Lancet. 383: 1609, 2014

Risorse

Academy of Royal Medical Colleges. Measuring Up: the Medical Profession’s Prescription for the Nation’s Obesity Crisis [PDF: 1,5 Mb]. April 2014

Tratto da Salute internazionale

Lascia un commento