Largo al Mundial. Rimuovete la favela

Servono parcheggi non baracche. L’urbanistica meravigliosa dei Mondiali di calcio e dei Giochi olimpici avanza. Le città del Brasile devono farsi belle e accoglienti per i turisti. Sotto le luci sfavillanti dei riflettori brilleranno come le stelle del firmamento calcistico. I poveri, invece, danno fastidio. Potrebbero forse occupare lo spazio riservato al folklore ma intralciano. Vanno affidati alle cure pacificatrici della polizia militare e poi a quelle delle ruspe.

La polizia brasiliana ha sgomberato con le pistole spianate gli abitanti delle favelas di Mangueira per costruire parcheggi per la Coppa del Mondo di calcio.
Gli agenti sono entrati con la forza nelle case di questi quartieri impoveriti e hanno minacciato con le armi da fuoco le madri e i loro figli. Un abitante della zona ha segnalato che nei quartieri manca tutto, meno i poliziotti e i prepotenti.
Midia informal ha raccontato le grida della gente disperata, un poliziotto impazzito ha minacciato di sparare a un bambino disarmato.
Il contesto degli sgomberi è il prototipo dell’esclusione sociale in Brasile: poveri e neri che vivono insieme alle fogne, rubinetti senza acqua, case senza luce e pavimenti di fango.
Nella favela Metro, la maggior parte di coloro che hanno resistito allo sgombero sono stati le donne, molte delle quali incinte, e i bambini.
Il sangue che già copre la Coppa del mondo viene anche dai tre operai che sono morti durante la costruzione degli stadi.
Ad alcune stelle del football questo non sembra offensivo. Pelé ha invitato la gente a restare tranquilla perché questo è un gran momento per il Brasile e per il turismo.
La Coppa porterà più debito al Brasile, e questo farà crescere la povertà di quelli che sono già poveri.
Un gruppo di indigeni è stato sgomberato nel marzo del 2013 dal vecchio museo indigeno per far posto a un parcheggio dello stadio Maracaná.
La Federation internationale de football association (Fifa) non ha detto una sola parola sugli sgomberi.
Diverse organizzazioni sociali brasiliane hanno fatto un appello a boicottare al Coppa del mondo. Il governo del Brasile ha deciso di prendere misure di sicurezza: ha fatto esercitazioni con oltre 10 mila agenti speciali di polizia per controllare le proteste durante il Mundial.
Si dice che il calcio sia un gioco pulito ma in Brasile è chiaro che si tratta di un affare che pagheranno i più poveri.

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