Quotidiano sanità: un intervento del Presidente dell’associazione

Gentile Direttore,

è almeno dall’inizio della crisi (2008) che si assiste ad una crescente preoccupazione per la sorte del SSN, pubblico, universalista, nel complesso efficace e apprezzato. In realtà è già dal 2004, con la normativa sui Piani di rientro delle Regioni in deficit, che il settore si interroga sui modi per salvaguardare questa fondamentale politica sociale e civile, tenendo in debito conto i duri limiti delle risorse disponibili.

L’approccio al tema è stato per lo più di tipo economicista. Il confronto dei vari attori e commentatori negli ultimi anni ha dimostrato che efficientamento, eliminazione degli sprechi, ecc. sono stati nel complesso praticati e che il margine di miglioramento sotto questo profilo – che ancora c’è – non può però risolvere il problema della sostenibilità, a risorse stabili (in teoria), anzi in diminuzione (nella realtà). Ci vuole dell’altro, bisogna interrogarsi su alcuni nodi fondamentali del sistema, da un lato, e sui cambiamenti della società dall’altro.

Al riguardo, sotto un profilo di tipo sistemico e valoriale, sono emerse valutazioni e suggestioni ad esempio da Ivan Cavicchi. Ancorché condivisibili (sicuramente almeno in parte), tuttavia non sembra possano essere neanche queste esaustive del problema. Che va ulteriormente analizzato, a partire dai profondi mutamenti sociali che la crisi ha imposto, e che non sempre sono stati adeguatamente percepiti e analizzati. Non solo o non tanto nelle politiche sanitarie, ma nelle politiche tout court del sociale, del welfare, del modello di società.

Quali effetti ha comportato il passaggio fra welfare state e welfare mix, che impatto sta determinando il welfare contrattuale aziendale, la medicina narrativa, genere e salute possono essere importanti, l’aumento della presenza del privato for e no profit, assieme al terzo settore e alle organizzazioni di mutuo aiuto, la rivoluzione del web, come incidono? Sono solo alcuni spunti da aggiungere agli approcci “economicista” e “sistemico-valoriale”, entrambi giustamente presenti.

È di fondamentale importanza che i vari approcci – frutto dell’insieme dei saperi e delle esperienze – possano interloquire con gli attori istituzionali e sociali del sistema socio-sanitario in vista delle prossime decisive scadenze. Il nuovo “Patto per la salute” fra tutte, a livello nazionale, e le molte riforme e riorganizzazioni dei sistemi socio-sanitari a livello regionale.

Franco Toniolo

Presidente Società Italiana di Sociologia della Salute

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