Sociologia della salute e web society

Questo breve contributo riprende l’introduzione di un volume curato da Costantino Cipolla e Antonio Maturo dal titolo Sociologia della salute e web society (FrancoAngeli, Milano, in press) (1). Si tratta di un testo che fornisce una panoramica degli indirizzi correnti ed originali verso cui la riflessione sociologica si sta orientando attorno alla relazione tra salute e web society (2). Con tagli di diversa astrazione teorica e empirica, gli autori dei contributi descrivono dinamiche, programmi, interventi, comportamenti e altre tendenze volte a mostrare «cosa comporta a livello individuale e collettivo per una società entrare sempre più dentro le maglie e la logica di internet» [Cipolla 2013: 180], con specifico riferimento all’ambito socio-sanitario.

Si tratta di un nucleo tematico che, come si avrà modo di rilevare dalla lettura del volume, spesso presenta varie opportunità offerte dall’alternanza off/on line e acerbe strade ove garantire una più alta qualità di salute e vita, ma nel cui seno si collocano notevoli sfide per gli amministratori della sanità e criticità per gli utenti. Nelle pagine che seguono si cercherà di ripercorrere le declinazioni proposte sul tema dai vari contributi con l’intento di ricostruire in maniera eclettica e ricompositiva il frame work di questa opera di attualissima rilevanza.

I saggi contenuti nel volume rappresentano l’esito del convegno Dieci anni dopo: “Salute e Società” tra bilanci e prospettive tenutosi presso la Sala dei Poeti di Palazzo Hercolani a Bologna il 16 novembre 2012, evento celebrativo del decennale della rivista Salute e Società (3). I contributi pervenuti come abstract sono stati poi tradotti in saggi alla luce di successive rielaborazioni tenendo conto del dibattito che si è venuto a creare in tale occasione e pubblicati dopo essere stati vagliati attraverso il processo di referaggio a doppio cieco.

La salute con il web diventa e-health e e-care

Un primo ed ampio aspetto dell’impatto apportato dalle tecnologie informatiche sulla salute riguarda l’innovazione data dal web all’accesso ai servizi e alle reti di assistenza. I CUP (Centro di Prenotazione Unica), le reti e-health, il nuovo modello di governance del sistema sanitario sono nodi tematici ampiamente dibattuti in questo testo (4), già cari alla collana (ove questo volume viene pubblicato) (5) e alla rivista Salute e Società (6).

In questo senso si leggano le esperienze innovative sul fronte dei CUP riportate da Cleto Corposanto e Alessio Valastro nel saggio Innovazione tecnologica e sanità locale. Il caso Cat@Hospital per la provincia di Catanzaro, la realizzazione della virtual health nell’ambito dell’assistenza infermieristica descritta da Vincenzo D’Angelo in Mondi digitali e mondi della cura: l’impatto delle tecnologie sulla professione infermieristica, e le nuove dimensioni comunicative-informazionali del sistema sanitario definite da Tatiana Pipan e Laura Franceschetti in La salute in rete per l’empowerment del cittadino e il governo del territorio.

La trattazione è arricchita poi da espressioni peculiari di tecnologizzazione della sanità in funzione di interventi ad hoc, come il progetto di teleassistenza pediatrica descritto da Julie Bicocchi (Telemedicina e solidarietà internazionale: il caso Jimuel e le sue applicazioni nell’ambito pediatrico) o le possibilità di aiuto e supporto terapeutico nell’ambito della salute mentale cui si riferisce il saggio di Donatella Simon (Salute mentale e processi di comunicazione sociale. Dalla Scuola di Chicago alla e-therapy). Sempre in tema di servizi ed interventi, Sara Sbaragli, propone l’integrazione tra servizi on e off line per favorire la personalizzazione del percorso di cura nell’ambito dell’alcolismo (L’alcolismo e il contributo che può derivare dal web).

La salute e la malattia sono “social” e condivise

La portata di queste innovazioni, della virtualità, della de-materializzazione della salute del corpo nelle sue ri-produzioni e delle relazioni comporta effetti a cascata su vari livelli.

In primo piano troviamo il quadro di interrogativi e perplessità restituito dal dibattito epistemologico, teorico e pratico che stanno affrontando le scienze mediche con l’avvento della web society. Virtuoso è il saggio Mutamenti di scala o continuità storiche nella medicina della web society? di Roberto Vignera, la cui dissertazione trasla la dicotomia salute-malattia all’interno della web society concentrandosi su elementi chiave quali linguaggi e rappresentazioni.

Restando in tema di rappresentazioni e linguaggi, il dibattito proposto dal volume si amplifica. In Gente pesante. Un’analisi sociologica dei blog di coloro che vogliono dimagrire, Antonio Maturo traccia una prospettiva sulle rappresentazioni sociali legate alla normalità di un corpo ritenuto “sano” e all’obesità, mettendo in evidenza come queste siano socialmente costruite ed amplificate attraverso alcune tipologie informative e comunicative presenti sul tema in rete. Manuela Rossi ed Elisabetta Ruspini, nel loro saggio Sguardi sociologici sulla Medicina di Genere. Una ricerca mediata dal web, enfatizzano le possibilità offerte dalla rete di raccogliere e diffondere informazioni su una branca della medicina in grado di chiarire le differenze sostanziali negli stati di salute tra uomini e donne (7). Sabrina Perra, in Essere malati e malate. Pratiche di resistenza nella cronicità, approfondisce il tema in questione, spiegando come uomini e donne facciano fronte diversamente ad una malattia inguaribile (8).

Stay tuned: i-pad, i-paid, i-patient

Un altro piano di discussione è costituito dai nuovi spazi (blog, forum, community, social network) in cui l’utente può reperire e selezionare le informazioni in merito a stili di vita o a problemi di salute, o anche interagire con medici specialisti, recepire tali informazioni e farle proprie, aggiungerle a quelle ricevute durante la visita medica, condividerle e spenderle nella quotidianità.

C’è quindi un’alternanza tra on e off line che va integrandosi, una unione tra health literacy e digital literacy ormai indissolubile.

Trattazioni sui pro e i contro dell’affidarsi alla rete per reperire informazioni e comunicare in merito alla propria condizione di salute sono proposte, ad esempio, da Barbara Baccarini (Ricerca di salute e di uno stile di vita sano on line: quali nuove opportunità? Quali i rischi?); da Lorenzo Cecconi (L’informazione medica in rete: i rischi di un percorso obbligato), il quale affronta nello specifico la questione della privacy e da Andrea Cagioni insieme a Giulio Vidotto Fonda (Usi di Facebook a vulnerabilità on line. Una ricerca tra gli studenti medi di Firenze e Pistoia) i quali si occupano di individuare i fattori protettivi e di rischio tra giovani che utilizzano i social network.

Tuttavia, il web ha portato molti vantaggi e altrettante patologie [Cipolla 2013: 173] e  può incentivare o generare comportamenti scorretti. Tra le diverse patologie che è possibile ricondurre alla rete, Monica Pascoli presenta una tematica spesso trascurata, proiettando la sindrome da acquisto compulsivo e la salute nel web 2.0 (Shopping addiction e questioni di genere) (9).

Ma la rete e gli strumenti ad essa legati e connessi, essendo caratterizzati dalla preziosa capacità interattiva e di penetrare nel quotidiano, possono essere utilizzati anche per la correzione di abitudini scorrette e la promozione di stili di vita salutari. In questo senso, Michaela Liuccio riporta un progetto volto all’utilizzo dei canali informatici digitali per sensibilizzare i giovani su temi legati a sessualità, affettività, corpo ed alimentazione (Parlare di salute con i giovani: il progetto Chiediloqui).

Professioni sanitarie: aggiornamento in corso

Un altro rilevante livello è costituito dalla (conseguente) modifica del rapporto tra paziente e professioni sanitarie (10).

Prove dell’avvenuta trasformazione del rapporto medico-paziente ricorrono frequentemente nelle argomentazioni proposte nel volume. Si veda in proposito il saggio di Antonella Golino, La salute a portata di click: un’indagine sul rapporto medico-paziente nell’e-Health, e quello di Micol Pizzolati, Empowerment e affidabilità. Alcune prospettive sociologiche sull’utilizzo di Internet in campo sanitario e salutista. Anche il rapporto con il personale infermieristico muta e Luciana Ridolfi ci mostra le potenzialità che le ICT hanno in questo specifico ambito nel saggio Web 2.0 e professione infermieristica: verso nuovi scenari d’apprendimento.

Health sociology and e-methods

Filo rosso che raccoglie, intreccia, lega i vari saggi è rappresentato dall’approccio metodologico adottato.

Esaminando le tecniche di ricerca assunte dai contributi raccolti nel volume, è apprezzabile il numero di autori che hanno utilizzato a vario titolo gli e-methods per rilevare le informazioni, trattare i dati o valutare i progetti.

Il termine e-methods raccoglie le soluzioni tecnologiche applicabili alle tecniche di ricerca sociale. Si tratta di modalità di indagine che conducono ad una diversa forma mentis di pensare la ricerca e che permettono di utilizzare in maniera innovativa approcci di indagine di tipo tradizionale (metodi quantitativi e qualitativi).

L’eterogeneità degli strumenti messi a disposizione dagli e-methods si riflette nei saggi qui contenuti. Per studiare le comunicazioni e lo scambio di messaggi, l’analisi del contenuto rappresenta la scelta più frequente (Golino su blog e forum di medici e pazienti e Maturo nella sua indagine sui blog). Per avvicinare le persone celiache e comprendere i loro stili di vita, Cleto Corposanto e Beba Molinari applicano l’online multimedia survey. Per raggiungere i giovani e comprendere il loro uso di social network, invece, Andrea Cagioni e Giulio Vidotto Fonda hanno realizzato delle interviste in chat. Infine, Cleto Corposanto e Alessio Valastro hanno somministrato un Delphi via email per valutare il progetto Cat@Hospital.

Ormai metodi classici e e-methods si rincorrono sia nello studio delle dinamiche sociali off line sia in quelle on line, sia come metodi a sé per studiare l’on e l’off. Il quadro che viene a crearsi – rappresentato nello schema qui sotto – è composto dalle due tipologie di metodi con cui è possibile studiare la dimensione binaria della società. Se di fronte ad una società in rete adottiamo metodi classici, la ricerca si configura dunque come ri-materializzante; se, invece, utilizziamo gli e-methods, la ricerca può essere definita virtuale. Nel caso in cui applichiamo i metodi di indagine classica alla vita concreta, torniamo ad uno stile di ricerca tradizionale; mentre se analizziamo un ambito di vita concreta attraverso gli e-methods, otteniamo una ricerca de-materializzante.

Metodi Classici e-methods
Dimensioni della socio  In rete Ricerca ri-materializzante Ricerca virtuale
 Sulla vita concreta Ricerca tradizionale Ricerca de-materializzante

Per concludere, si tratta di una tendenza che va colta ed apprezzata in quanto a nostro avviso è l’emblema della sensibilità di studiosi sia giovani che esperti nel comprendere di quali criteri metodologici ha bisogno la sociologia – che è scienza della società – dentro la web society. Il destino della ricerca sociale passa attraverso la rete.

Note

1. Il testo qui presentato è frutto di una riflessione comune prodotta da Costantino Cipolla e Paola Canestrini. Tuttavia, i primi cinque paragrafi sono stati stesi da Canestrini e l’ultimo da Cipolla.

2. Per gli opportuni ragguagli sulla trattazione teorica ed empirica nella letteratura sociologica in merito alla web society, si rimanda all’analisi proposta da Cipolla C. in Perché non possiamo non essere eclettici. Il sapere sociale nella web society, FrancoAngeli, Milano (2013).

3. Nel pomeriggio l’evento ha ospitato il workshop dal titolo Nuovi scenari di sociologia della salute, suddiviso nelle due sessioni “Differenze di genere, stili di vita e promozione della salute” e “e-health e professioni della salute” che hanno ospitato la presentazione e la discussione degli abstract accettati

4. Il tema dell’integrazione socio-sanitaria e dei nuovi modelli di governance è stato protagonista di rilievo nelle nostre pubblicazioni. Si menziona in proposito Foglietta F. (2012), Nuovi modelli di governance e integrazione socio-sanitaria, “Salute e Società”, a. XI, n. 1

5. Il presente volume, lo ripetiamo, raccoglie i contributi presentati durante il convegno celebrativo del decennale della rivista Salute e Società, tenutosi a Bologna il 16 novembre 2012.

6. Emblema delle costanti attenzione e sensibilità per queste tematiche sono le tante iniziative divulgative e formative realizzate in merito. Tra le numerose pubblicazioni si segnalano Moruzzi M, Maturo A (2003), e-Care e Salute, “Salute e Società”, a. II, n. 2.; Moruzzi M, Cipolla C. (2004), Telemedicina, “Salute e Società”, a. III, n. 3 (Suppl.); Guarino F, Mignardi L. (2007), Tecnologie a rete per la salute e l’assistenza. Prospettive dell’integrazione socio-sanitaria, “Salute e Società”, a. VI, n. 2. (Suppl.); Iseppato I., Rimondini S (2009), Le reti di accesso per la sanità e l’assistenza, “Salute e Società”, a. VIII, n. 1 (Suppl.); nonché le numerose pubblicazioni di Moruzzi (CUP 2000 SpA) per questo editore [si vedano Internet e Sanità. Organizzazioni e management al tempo della rete (2008); Reti del nuovo welfare. La sfida dell’e-care (2005); E-Care. Sanità, cittadini e tecnologia al tempo della comunicazione elettronica (2003)]. Nell’ambito della formazione post lauream si ricorda il Master di I livello in “Fascicolo sociale e sanitario elettronico” diretto dal prof. Antonio Maturo presso l’Università degli Studi di Bologna.

7. La trattazione di questa tematica è ampliata nell’ultimo numero della rivista “Salute e Società” curato da Ruspini, Sessualità, salute, istituzioni. Dalle pratiche di controllo ai percorsi educativi, a. XII, n. 2.

8. Si ricordi in proposito il numero della rivista “Salute e Società” curato da Battisti F.M. e Esposito M. (2008), Cronicità e dimensioni socio-relazionali, a. VII, n. 3.

9. Tema altrove approfondito nella collana Salute e Società: Pascoli M. (2013), “L’ossessione delle merci. Lo shopping compulsivo nella società dei consumi”, in Cattarinussi B. (a cura di), Non posso farne a meno. Aspetti sociali delle dipendenze.

10. Anche questo è un tema di grande interesse e che ha ricevuto notevoli attenzioni negli anni. Si ricordino due importanti ricerche in merito agli ammalati di tumore, i cui risultati sono stati pubblicati dalla collana Salute e Società: Ardissone A, Maturo M. (a cura di) (2013), Disuguaglianze sociali e vissuto dei malati oncologici; Cipolla C, Maturo A. (a cura di) (2009), Con gli occhi del paziente. Una ricerca nazionale sui vissuti di cura dei malati oncologici. Si vedano poi gli approfondimenti proposti da Remuzzi G. e Maturo A. in Ci curano o ci curiamo? Il malato tra crisi economica e responsabilità individuale (a cura di) (2013) e il numero della rivista “Salute e società” curato da Orletti F. e Fatigante M. (2013), La sfida della multiculturalità nell’interazione medico-paziente, a. XII, n. 1.

Bibliografia di riferimento

Cipolla C. Perché non possiamo non essere eclettici. Il sapere sociale nella web society, FrancoAngeli, Milano, 2013

Cipolla C, De Lillo A, Ruspini E (a cura di). Il sociologo, le sirene e gli avatar, FrancoAngeli, Milano, 2012

Cipolla C, De Lillo A, Ruspini E (a cura di). Il sociologo, le sirene e le pratiche di integrazione, FrancoAngeli, Milano, 2012

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