Un Piano nazionale per il contrasto delle gravi emarginazioni

Il Dipartimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disegnato le linee di quello che potrebbe essere il primo Piano nazionale per il contrasto della grave emarginazione adulta. La Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (Fio.PSD), che è stato il partner tecnico del Ministero, sta concludendo la stesura delle Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia.

Dopo un lungo percorso che ha visto la Fio.PSD incontrare le 12 città metropolitane coinvolte, animando momenti formativi e informativi sui territori, raccogliendo dai Comuni le buone prassi per esemplificare gli interventi necessari, dopo ampia consultazione della rete dei servizi, pubblici e privati, che ogni giorno sono impegnati nel contrasto della povertà, in un’ottica di vera sussidiarietà, si è arrivati alla stesura delle linee guida che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presenterà entro l’estate in Conferenza Unificata Stato-Regioni per la loro ratifica e la loro adozione nel disegno delle nuove politiche sociali di contrasto alla povertà.

Sulle Linee di indirizzo si costruiranno infatti le future programmazioni nazionali sull’utilizzo delle risorse finanziarie e si chiederà anche alle Regioni e ai Comuni di adottarle per poter finalmente condividere una politica nazionale di contrasto alla povertà e superare la frammentazione che in questo momento connota questi servizi, con delle differenze non più sostenibili sui diversi territori non più conciliabili con un moderno concetto di welfare universalistico che dovrebbe caratterizzare tutte le politiche degli Stati Membri dell’UE, così come raccomandato dalla Commissione Europea.

La Federazione Europea delle organizzazioni che lavorano con persone senza dimora (FEANTSA) ha sviluppato negli ultimi anni una classificazione, chiamata ETHOS, che è diventata il punto di riferimento maggiormente condiviso a livello internazionale. La classificazione assume l’abitare come condizione imprescindibile per l’inclusione sociale (la dimora è quel luogo stabile, personale, riservato ed intimo nel quale la persona può esprimere liberamente e in condizioni di dignità e sicurezza il proprio sé, fisico ed esistenziale).

È evidente che la classificazione ETHOS fa rientrare nel campo del disagio abitativo e della homelessness situazioni che in Italia non si è abituati a considerare come tali, quali ad esempio quelle inerenti alle vittime di violenza domestica o al sovraffollamento; ciò ha delle implicazioni importanti in tema di percezione della povertà, della povertà estrema e del rischio di esclusione sociale. Al di là delle persone conteggiate in strada esistono, in base ad ETHOS, situazioni di homelessness “nascoste”, che generano come le altre un disagio multiforme e complesso, esprimono pur sempre un problema abitativo e richiedono anch’esse una risposta sociale organizzata orientata a risolverlo.

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