Una lettera di Andrea Bassi coordinatore della Sezione Politiche sociali dell’AIS

Gentilissime amiche e colleghe, Cari amici e colleghi della SISS, colgo l’occasione offertami dal comune amico Remo Siza (instancabile animatore culturale in ambito sociologico, nonché noto e stimato professionista in ambito socio-sanitario) per scrivervi due righe in merito ai recenti sviluppi in seno alla Associazione Italiana di Sociologia (AIS), che potrebbero essere di vostro interesse.

Negli ultimi anni l’AIS si è fortemente rinnovata, anche dietro la spinta della presidentessa Paola di Nicola (Università di Verona), aprendosi anche alle figure professionali non strettamente accademiche ed attuando un significativo ricambio generazionale (e di genere) in tutti gli organi.

Lo statuto, di recente modificato, prevede tre tipologie di soci: Soci Ordinari (art.6), Soci Aggregati (art.7) e Soci Cooptati (art.8). I primi sono i docenti ed i ricercatori universitari, i secondi sono costituiti dagli studiosi di materie sociologiche non inseriti stabilmente nell’ambito accademico e la terza tipologia include i “professionisti che abbiano maturato interessi di ricerca in area sociologica. Nonché i ricercatori degli enti pubblici e privati di ricerca che operano nel campo dell’analisi sociale”.

Come molti di voi sapranno l’AIS si articola in Sezioni tematiche (attualmente ne esistono 13). Una delle più longeve è la Sezione di Politica Sociale costituitasi nel mese di settembre 1984 a Bologna, in primis per volontà di Achille Ardigò e Pierpaolo Donati. La nascita della Sezione è avvenuta a breve distanza dalla costituzione della AIS – Associazione Nazionale dei Sociologi accademici (15 dicembre 1983), di cui il Prof. Ardigò è stato il primo Presidente.

Le attività della Sezione, soprattutto nei primi anni di vita, sono state improntate attorno all’impegno del Prof. Donati che ne è stato il Coordinatore per tre mandati (1984-1986) (1986-1989) e (1990-1993). La Sezione ha inteso accompagnare attraverso un contributo critico ed originale, in termini di pensiero riflesso di taglio sociologico, l’evoluzione delle politiche sociali nel nostro paese.

Il decennio degli anni ’80 del secolo scorso ha costituito la fase di implementazione su tutto il territorio nazionale (pur a diverse velocità e con diversi esiti) dei primi sistemi locali di servizi sociali, sulla base delle norme contenute nella 833/78 (legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale). Si è trattato di una stagione ricca di esperienze e sperimentazioni in cui le politiche sociali erano strettamente interconnesse con le politiche sanitarie.

Gli anni ’90 hanno visto invece una fase di ri-strutturazione e ri-definizione degli assetti organizzativi (si è passati dalle USL alle ASL, con una consistente riduzione del loro numero su scala regionale) e dalla adozione di una modalità gestionale per così dire più tecnica (Direttore Generale) e meno politica. In questo decennio i servizi sociali hanno sofferto fortemente il processo di separazione dal sistema sanitario e la loro ri-attribuzione alle amministrazioni comunali.

Gli anni 2000 apertisi nel segno della speranza con la approvazione della legge 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” hanno costituito un decennio deludente anche in ragione della mancata approvazione dei decreti attuativi in materia di LEA – livelli essenziali di assistenza. Nondimeno hanno visto la ri-organizzazione – richiesta da tempo – del comparto delle IPAB (che sono venute così trasformandosi o in enti privati non lucrativi secondo il modello delle Fondazioni operative, o in agenzie pubbliche secondo il modello delle ASP – Aziende pubbliche di servizi alla persona. Nonché l’adozione in diverse Regioni di nuove modalità di regolazione e finanziamento della fornitura di servizi (sistemi di accreditamento) da parte di enti privati in prevalenza non profit.

Questo primo quinquennio del secondo decennio del nuovo secolo si è aperto nel segno della crisi economico-finanziaria iniziata nell’ottobre del 2008, che ha spinto i governi nazionali – su pressione degli organismi internazionali ed europei – alla adozione di politiche di austerity e di contenimento della spesa pubblica anche a fini socio-assistenziali.

In occasione del convegno “Politiche sociali innovative e diritti di cittadinanza”, tenutosi a Bari il 26 e il 27 marzo 2015, è stato rinnovato il Direttivo per il triennio 2015-2018, che risulta così composto: Coordinatore: Andrea Bassi; Segretario: Elisabetta Carrà; Consiglio scientifico: Giovanni Bertin, Donatella Bramanti, Carla Facchini, Giuseppe Moro, Maria Lucia Piga, Michele Bertani (rappresentante soci aggregati), Remo Siza (rappresentante soci cooptati).

Il breve manifesto programmatico con cui ho avanzato la mia candidatura a Coordinatore Nazionale conteneva, tra gli altri, il seguente punto: iniziative per il rafforzamento della componente dei “Soci aggregati” e dei “Soci cooptati”.

Vi scrivo pertanto per invitarvi calorosamente ad usufruire di questa possibilità di adesione. Come sapete è possibile iscriversi all’AIS aderendo alla associazione nazionale e scegliendo una o più Sezioni di appartenenza (di cui però solo una di voto). Personalmente ritengo, e ho cercato di metterlo in pratica durante tutta la mia carriera professionale (che si è svolga in gran parte al di fuori dell’ambito accademico), che la compresenza nella medesima associazione di una componente accademica e di una professionale sia una ricchezza inestimabile.

Molto abbiamo da apprendere, in uno scambio reciproco e proficuo, “noi” che ci dedichiamo in prevalenza a svolgere attività di didattica e di ricerca da “voi”, sociologi, che lavorate in sanità, nei servizi territoriali (servizi psichiatrici, dipendenze, anziani…), di integrazione socio-sanitaria, in amministrazioni pubbliche o nel terzo settore.

Penso non vi sia bisogno di spendere molte parole sui vantaggi derivanti dall’iscrizione (informazioni al sito: http://www.ais-sociologia.it/associazione/area-soci/come-diventare-soci) in termini di informazione, di conoscenza di ricerche sull’integrazione tra sociale e sanitario e sulle tendenze del welfare, di opportunità di pubblicazione (in questi mesi abbiamo dato vita ad una collana di Working Papers di Sezione), di aggiornamento sulle tendenze della sociologia in Italia e in Europa, di partecipazione ai convegni.

Sperando di non aver rubato troppo del vostro tempo che so essere prezioso e di avervi dato un’idea dell’orientamento che il neo-eletto Direttivo intende dare nella impostazione delle linee strategiche della Sezione Politica Sociale, vi saluto amichevolmente in attesa di accogliervi presto nella nostra Sezione.

Andrea Bassi è coordinatore scientifico della sezione politica sociale dell’AIS

https://www.unibo.it/sitoweb/andrea.bassi7

www.esse.unibo.it

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